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sabato 24 ottobre 2015

Tutte le curiosità della Fiera

Se pensavate che alla fiera della birra artigianale ci fosse solo di che bere, vi sbagliate: potreste cogliere l'occasione, ad esempio, per farvi la barba. No, non stiamo dicendo che gli organizzatori vi mettono a disposizione un rasoio elettrico oppure schiuma pennello e lametta, ma che c'è un vero e proprio barbiere "come quelli di una volta" pronto a radar i con la lametta su di una comoda poltrona. Trattasi di Roby Fuarfe di San Vito al Tagliamento, che nonostante la giovane età esercita la professione già da vent'anni: "A quattordici anni non avevo voglia di continuare a studiare - ammette - e così, complice un amico, mi sono avvicinato a questo lavoro". Nei locali della fiera ha allestito un vero e proprio salone: e sono i birrai stessi ad approfittarne - nella foto vedete Enrico di Mr Sez.

Altra curiosità sono gli orologi di My Little Craft: dalla Tennet's Super alla Peroni, sarà la vostra birra preferita a segnare l'ora. Della serie, è sempre l'ora di una birra, perché se il tè è alle cinque per definizione, la birra invece non ha orari.


Se siete poi desiderosi di imparare come abbinare birra e cibo, fate un salto da Theresianer: troverete una simpatica ruota colorata in cartoncino che funzionerà da prontuario per questo arduo compito.


Chi invece volesse cimentarsi per la prima volta nel fare la birra in casa, o già la fa e volesse trovare qualche compagno con cui condividere la passione, confrontarsi e magari assaggiare le reciproche creazioni, non ha che da ricolgersi al banco dell'Associazione Homebrewers Fvg: gli associati saranno felici di rispondere a tutte le vostre domande, nonché di accogliervi nelle fila dei tesserati.

Tra le peculiarità, infine, ci sono gli spettacoli musicali: nella serata di apertura l'ha fatta da padrone il country, con la band che ha fatto ballare e i presenti sulle note di Johnny Cash, John Denver e molti altri ancora. E stasera le sorprese sono ancora tante: che dire, vi aspettiamo a partire dalle 16!

sabato 25 aprile 2015

Home sweet home...brewing

Dato il gran numero di homebrewers in Italia - si stima siano oltre 10.000 - Mastro Birraio non poteva certo ignorarli: e così oggi René Vacilotto, homebrewer di decennale esperienza, ha portato i ferri del mestiere per l'incontro "Ne facciamo di tutti i colori". Incontro in cui Vacilotto ha spiegato "come io faccio la birra: perché è vero che ci sono delle regole e dei procedimenti da cui non si può prescindere, ma alla fin fine ognuno ci mette del suo".

Vacilotto ha iniziato da una panoramica sulle materie prime e sulla storia della birrificazione, dall'editto di purezza di Guglielmo di Baviera - che consentiva l'uso unicamente di malto d'orzo, acqua, luppolo e lievito - alle birre più "fantasiose" in cui, dalla frutta alle spezie - che sono pur parte della tradizione birraria belga - qualsiasi aggiunta è ammessa; ed è poi passato a raccontare appunto come fa lui la birra, con il risultato finale - una bottiglia con scritto "La birra di René" - in bella vista sul tavolo; così come in bella vista sul tavolo erano gli "attrezzi del mestiere", dai pentoloni per preparare il mosto ai malti. Un incontro a metà tra il racconto di un hobby - così lo ha definito Vacilotto - e la lezione di chimica, alla scoperta del legame tra enzimi, temperatura, zuccheri e lieviti. Vi risparmio la lezione, ma sappiate che, se volete fare birra a dovere, qualche ricordo di chimica del liceo potreste doverlo riesumare: buono studio, buon divertimento, e buona degustazione finale - se la birra v'è riuscita bene.

Ma Vacilotto non è l'unico rappresentante degli homebrewers: uno stand è infatti dedicato all'Associazione Homebrewers Fvg, nata nel 2014, che ha riunito gli appassionati di tutta la regione e oltre per approfondire la loro passione con degustazioni, confronti e visite guidate, e farla conoscere ad altri - essendo il tesseramento aperto a tutti. Domani i ragazzi friulani faranno una cotta pubblica, per precisione una Ipa, così da far vedere a tutti come nasce la birra; ma anche per chi non volesse fermarsi a lungo così da vederla tutta, un giro al loro banchetto per testare di persona i vari campioni di malto e di luppolo - e rendersi conto della differenza esistente tra le diverse varietà - è comunque molto istruttivo. Chissà che qualche visitatore non rimanga così affascinato da tesserarsi....